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Il Paese - Angioini e aragonesi PDF Stampa
Lunedì 21 Settembre 2009 16:05
Indice
Il Paese
Dominazione romana
Periodo bizantino
I saraceni e il periodo normanno
Il feudalesimo
Angioini e aragonesi
Dominazione spagnola
Fine del feudalesimo
Dissoluzione dell'università
Cenni geografici
Tutte le pagine

ANGIOINI E ARAGONESI
Nel 1266 gli Angioini subentrarono agli Svevi nel dominio del regno meridionale. Grumo ebbe un progressivo sviluppo, demografico ed economico. Intanto nel 1348 scoppiava la grande peste detta di Firenze, diffusa in tutta Italia, con numerose vittime. Grumo, esausta non solo sul piano economico ma anche su quello demografico, subirà un declino crescente. Approfittando della debolezza dei Grumesi, gli abitanti di Altamura occuparono con le armi lunghe fette del suo territorio. Per fortuna vegliava S. Nicola che, per non perdere le sue rendite, tempestava di messaggi i re, costringendoli a ordinare agli Altamurani di restituire il mal tolto (9 luglio 1359). Il 16 febbraio 1371 la regina Giovanna interveniva a favore dei Grumesi (remissione dei diritti fiscali) e il 13 giugno 1393 Luigi II sentiva il dovere di confermare i diritti di S. Nicola. Alla fine del Trecento gli Angioini avviarono una politica più rozza, meno rispettosa della Chiesa in genere, e due anni dopo, nel 1410, Grumo e Santeramo vengono venduti dal re per 2000 ducati a Pietro Buccio dei Tolomei di Siena. Grumo si riebbe dalla crisi e prosperò. Buccio Tolomei, feudatario di Grumo, resistette nelle sue cariche con gran beneficio per Grumo, che doveva contare un numero approssimativo di 700 abitanti circa. Gli Aragonesi favorirono rapporti più intensi e i Veneziani mandarono nelle principali città pugliesi i loro agenti di commercio. In questo movimento furono implicati anche mercanti di Grumo.