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Il Paese - Dominazione spagnola PDF Stampa
Lunedì 21 Settembre 2009 16:05
Indice
Il Paese
Dominazione romana
Periodo bizantino
I saraceni e il periodo normanno
Il feudalesimo
Angioini e aragonesi
Dominazione spagnola
Fine del feudalesimo
Dissoluzione dell'università
Cenni geografici
Tutte le pagine

DOMINAZIONE SPAGNOLA
Gli abitanti del regno di Napoli non subirono forte contrarietà di fronte al nuovo governo spagnolo, destinato a protrarsi per oltre due secoli fino al 1707. I feudatari di Grumo, dei Tolomei, continuarono a dominare con certa larghezza di vedute, secondo la tradizione della famiglia. L’assenza del feudatario, nella seconda metà del secolo, permise ai Grumesi un notevole respiro. A fine Cinquecento la popolazione era cresciuta enormemente, circa 4 mila ab. Il Borgo centrale non aveva potuto più contenere l’aumento demografico: la sua cinta era stata scavalcata a sud e a nord. A sud si era creato un altro borgo, chiamato semplicemente Terra, con case nuove (Palatiate, secondo l’espressione dell’epoca), molto più comode di quelle del vecchio Borgo, con strade più larghe, formando un vero quartiere residenziale. Accanto al rione Terra s’era formato un altro, con abitazioni più umili, attorno a una vecchia cappella dedicata a S. Lorenzo, quartiere detto Foragginale. In questo secolo, così vivace finanziariamente e di relativa tranquillità, si sono avute in Grumo le migliori costruzioni. Fu ricostruita la Chiesa Madre, l’edificio duecentesco non doveva più reggere o forse fu stimato troppo piccolo. Certo, fu lasciato solo il campanile e il resto abbattuto. Il nuovo edificio fu realizzato a croce greca in pietra squadrata, con una cupola, non grande né piccola, in armonia col resto. Le pesti ormai frequenti dopo il 1348 indussero i Grumesi a scegliersi come nuovo patrono un santo celebrato dai dominatori Angioini, cioè S. Rocco. La chiesa di Grumo dedicata al suo culto è dell’ultimo Quattrocento. La Chiesa del S. Rosario, anch’essa anteriore al Cinquecento, sorse dentro il Borgo, all’estremo limite sud-ovest. Dedicata un tempo a S. Maria Annunziata, dovette prendere la nuova denominazione dopo la battaglia di Lepanto (1570), quando il culto di Maria SS. del Rosario fu largamente diffuso. Accanto alle costruzioni sacre si sviluppò in Grumo l’edilizia privata. Tra fine Quattrocento e nel corso del Cinquecento si adornò di palazzi (case Palatiate) tipici inconfondibili. Nel Seicento tutti i centri pugliesi persero abitanti. La popolazione di Grumo dai circa 4000 ab. di fine Cinquecento si ridusse a 160/170 persone nel 1630. Solamente nel 1716 raggiunse i 3116 ab.. La famiglia La Tolfa, feudatari di Grumo, accumulò tanti debiti da cadere nelle grinfie dei creditori, i quali ottennero la vendita forzosa del feudo. Il compratore fu lo spagnolo don Antonio Castellar. Negli ultimi decenni del Seicento ci furono nuovi segni di ripresa: non solo per l’opera del feudatario ma anche per una ripresa economica attestata dalla crescita demografica. Grumo riprende a esportare il suo olio in terre lontane, servendosi del porto di S. Spirito. Così si avviava a conclusione un secolo che aveva prodotto gravi danni.